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admin – Pagina 2 – fawara

Legge Madia news su partecipate

Le prime modifiche spuntate nei decreti avviati ieri dal consiglio dei ministri si spiegano anche con questo fattore, oltre che con l’esigenza di rivedere il calendario per l’allungamento dei tempi prodotto dall’obbligo di tornare su provvedimenti già varati. Nascono da qui i tre mesi in più concessi alle pubbliche amministrazioni per scrivere il piano di dismissioni delle partecipate (e quindi per attuarlo, entro un anno dall’approvazione del piano) e alle società controllate per individuare gli esuberi.

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La nuova scadenza, come anticipato sul Sole 24 Ore di ieri, è fissata al 30 giugno, mentre si riaprono fino al 31 luglio i termini, scaduti a dicembre, per adeguare ai principi della riforma gli Statuti delle società pubbliche.

Sui parametri che individuano le partecipazioni da abbandonare, per il momento, non è cambiato molto. I “governatori”, oltre al salvataggio delle partecipazioni detenute dalle finanziarie regionali, ottengono la possibilità di escludere dalla riforma le società che ritengono da proteggere per ragioni di interesse pubblico. Le altre deroghe arrivate con il correttivo sono iper-settoriali, e salvano le aziende agricole delle università e le società pubbliche che producono energia da fonti rinnovabili, mentre resta confermata la tagliola alle mini-società: la soglia minima di fatturato raggiunto in media nei tre anni precedenti per salvarsi resta a un milione di euro, e rimane l’obbligo di chiudere le società (1.200 secondo gli ultimi dati della Corte dei conti) con più amministratori che dipendenti. Finirà così? Difficile dirlo, perché il correttivo dovrà appunto ottenere l’intesa degli enti territoriali che a più riprese hanno chiesto di dimezzare il limite minimo di fatturato e concedere più autonomia alle scelte sulle mini-aziende. In discussione rimangono anche le modalità di gestione degli esuberi: in fatto di personale, il correttivo chiarisce che il blocco delle assunzioni nelle società controllate partirà solo quando sarà approvato il decreto del ministero del Lavoro chiamato a fissare le regole.

 articolo completo su:24ore

Di seguito uno stralcio dell’art.16 e l’articolo 18 della legge 124/2015

Art. 16.
Procedure e criteri comuni per l’esercizio di deleghe legislative di semplificazione

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, ovvero entro il diverso termine previsto dall’articolo 17, decreti legislativi di semplificazione dei seguenti settori:

b) partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche;

Art. 18.

Riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche

1. Il decreto legislativo per il riordino della disciplina in materia di partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche è adottato al fine prioritario di assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza, con particolare riferimento al superamento dei regimi transitori, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi, che si aggiungono a quelli di cui all’articolo 16:

  • a) distinzione tra tipi di società in relazione alle attività svolte, agli interessi pubblici di riferimento, alla misura e qualità della partecipazione e alla sua natura diretta o indiretta, alla modalità diretta o mediante procedura di evidenza pubblica dell’affidamento, nonché alla quotazione in borsa o all’emissione di strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati, e individuazione della relativa disciplina, anche in base al principio di proporzionalità delle deroghe rispetto alla disciplina privatistica, ivi compresa quella in materia di organizzazione e crisi d’impresa;
  • b) ai fini della razionalizzazione e riduzione delle partecipazioni pubbliche secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, ridefinizione della disciplina, delle condizioni e dei limiti per la costituzione di società, l’assunzione e il mantenimento di partecipazioni societarie da parte di amministrazioni pubbliche entro il perimetro dei compiti istituzionali o di ambiti strategici per la tutela di interessi pubblici rilevanti, quale la gestione di servizi di interesse economico generale; applicazione dei princìpi della presente lettera anche alle partecipazioni pubbliche già in essere;
  • c) precisa definizione del regime delle responsabilità degli amministratori delle amministrazioni partecipanti nonché dei dipendenti e degli organi di gestione e di controllo delle società partecipate;
  • d) definizione, al fine di assicurare la tutela degli interessi pubblici, la corretta gestione delle risorse e la salvaguardia dell’immagine del socio pubblico, dei requisiti e della garanzia di onorabilità dei candidati e dei componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società, anche al fine di garantirne l’autonomia rispetto agli enti proprietari;
  • e) razionalizzazione dei criteri pubblicistici per gli acquisti e il reclutamento del personale, per i vincoli alle assunzioni e le politiche retributive, finalizzati al contenimento dei costi, tenendo conto delle distinzioni di cui alla lettera a) e introducendo criteri di valutazione oggettivi, rapportati al valore anche economico dei risultati; previsione che i risultati economici positivi o negativi ottenuti assumano rilievo ai fini del compenso economico variabile degli amministratori in considerazione dell’obiettivo di migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini e tenuto conto della congruità della tariffa e del costo del servizio;
  • f) promozione della trasparenza e dell’efficienza attraverso l’unificazione, la completezza e la massima intelligibilità dei dati economico-patrimoniali e dei principali indicatori di efficienza, nonché la loro pubblicità e accessibilità;
  • g) attuazione dell’articolo 151, comma 8, del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di consolidamento delle partecipazioni nei bilanci degli enti proprietari;
  • h) eliminazione di sovrapposizioni tra regole e istituti pubblicistici e privatistici ispirati alle medesime esigenze di disciplina e controllo;
  • i) possibilità di piani di rientro per le società con bilanci in disavanzo con eventuale commissariamento;
  • l) regolazione dei flussi finanziari, sotto qualsiasi forma, tra amministrazione pubblica e società partecipate secondo i criteri di parità di trattamento tra imprese pubbliche e private e operatore di mercato;
  • m) con riferimento alle società partecipate dagli enti locali:
    • 1) per le società che gestiscono servizi strumentali e funzioni amministrative, definizione di criteri e procedure per la scelta del modello societario e per l’internalizzazione nonché di procedure, limiti e condizioni per l’assunzione, la conservazione e la razionalizzazione di partecipazioni, anche in relazione al numero dei dipendenti, al fatturato e ai risultati di gestione;
    • 2) per le società che gestiscono servizi pubblici di interesse economico generale, individuazione di un numero massimo di esercizi con perdite di bilancio che comportino obblighi di liquidazione delle società, nonché definizione, in conformità con la disciplina dell’Unione europea, di criteri e strumenti di gestione volti ad assicurare il perseguimento dell’interesse pubblico e ad evitare effetti distorsivi sulla concorrenza, anche attraverso la disciplina dei contratti di servizio e delle carte dei diritti degli utenti e attraverso forme di controllo sulla gestione e sulla qualità dei servizi;
    • 3) rafforzamento delle misure volte a garantire il raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed economicità, anche attraverso la riduzione dell’entità e del numero delle partecipazioni e l’incentivazione dei processi di aggregazione, intervenendo sulla disciplina dei rapporti finanziari tra ente locale e società partecipate nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e al fine di una maggior trasparenza;
    • 4) promozione della trasparenza mediante pubblicazione, nel sito internet degli enti locali e delle società partecipate interessati, dei dati economico-patrimoniali e di indicatori di efficienza, sulla base di modelli generali che consentano il confronto, anche ai fini del rafforzamento e della semplificazione dei processi di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche partecipanti e delle società partecipate;
    • 5) introduzione di un sistema sanzionatorio per la mancata attuazione dei princìpi di razionalizzazione e riduzione di cui al presente articolo, basato anche sulla riduzione dei trasferimenti dello Stato alle amministrazioni che non ottemperano alle disposizioni in materia; 6) introduzione di strumenti, anche contrattuali, volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione relativi alle società partecipate;
    • 7) ai fini del rafforzamento del sistema dei controlli interni previsti dal testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, revisione degli obblighi di trasparenza e di rendicontazione delle società partecipate nei confronti degli enti locali soci, attraverso specifici flussi informativi che rendano analizzabili e confrontabili i dati economici e industriali del servizio, gli obblighi di servizio pubblico imposti e gli standard di qualità, per ciascun servizio o attività svolta dalle società medesime nell’esecuzione dei compiti affidati, anche attraverso l’adozione e la predisposizione di appositi schemi di contabilità separata.

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per scaricare la legge 124/2015

legge_124_2015_riforma_pa

Die Anstalt e i paradisi fiscali Parte 1

Lo scandalo dei Panama Papers è cosí attuale, ma il problema è davvero vecchio. Come mai non si risolve?
I cabarettisti di satira Max Uthoff e Claus Von Wagner fecero dell’evasione fiscale (di Apple, Amazon, Starbucks, ecc) una un’intera puntata il 28 Ottobre 2014.
Qui lo sketch divertente dove spiegano a grandi linee come funzionano.
Buona visione!

 

Marsala, porto turistico Ombra

Il progetto consiste nella creazione di una struttura con una capacità ricettiva di 1.060 posti barca per yacht fino a 75 metri e con ampi servizi a terra.
«Entro 6 mesi l’ inizio dei lavori» Assicurazioni dall’ amministratore dello «Yacht Resort»
«Count down» per il nuovo porto turistico di Marsala, una volta che è stato già firmato da il contratto di sviluppo che destina un finanziamento di 25 milioni di euro di cui 13 milioni a fondo perduto e 12 a tasso agevolato.
Dino Barraco «Entro sei mesi l’ inizio dei lavori per il nuovo porto turistico di Marsala». E’ quanto assicura l’ ingegnere Massimo Ombra, amministratore unico del «Marsala Yacht Resort», la società che realizzerà a nuova struttura portuale denominata «Marina di Marsala», destinata a dare una svolta alla politica turistico -portuale alla nautica da diporto a Marsala. L’ impegno manifestato da Massino Ombra è conseguente al fatto che entro il mese di febbraio,come dall’ accordo sancito ieri nell’ ultimo incontro alla Regione, sarà posto fine all’ iter per la conces sione delle aree demaniali che rientrano nel progetto del nuovo porticciolo turistico. «Noi – dice Massimo Ombra – abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto del nuovo porto turistico fin dal 2008 e l’ anno successivo abbiamo presentato il progetto secondo quanto previsto dalla Legge Burlando.
Da parte nostra abbiamo fatto tutto quanto era previsto; stiamo ora lavorando alacremente sul porto ed ormai siamo proprio agli sgoccioli con la Regione per la firma formale della concessione delle aree, l’ atto che consente di venire in possesso delle aree demaniali che sono attorno alla struttura portuale». Una volta venuta in possesso delle aree in questione la «Myr» per la prossima estate potrà iniziare i lavori per la «Marina di Marsala». «Saranno forse poco visibili – tiene a precisare Massimo Ombra -perché cominceranno con la creazione dei cassoni che verranno poggiati sul fondo del mare per creare “la diga antemurale” ma contiamo di avviare i lavori proprio durante la stagione estiva. Si inizierà con tutta una serie di opere che sono esterne alla concessione: prima la diga foranea che consente di mettere in sicurezza l’ intero bacino proteggendolo dalle correnti di scirocco che da sempre interrano il porto di Marsala, quindi tutte le opere che consentiranno di spostare gli attuali operatori portuali, particolarmente i pescatori, che sono oggi nell’ area destinata a noi in virtù proprio della concessione delle aree». A questo punto è il caso di dire di essere davvero al «Count down» per il nuovo porto turistico di Marsala, una volta che è stato già firmato da il contratto di sviluppo che destina un finanziamento di 25 milioni di euro di cui 13 milioni a fondo perduto e 12 a tasso agevolato ed ora è pronta la firma dell’ accordo di concessione delle aree. Altri 3 milioni di euro andranno invece alla collegata società Mire. Si tratta di un milione e 500 mila euro a fondo perduto e altrettanto a tasso agevolato per la realizzazione di una struttura ricettiva destinata a sorgere nell’ area dell’ ex «El Patio» di Piazza Piemonte e Lombardo, già sede della discoteca «Octopus». La firma del contratto di sviluppo era, in pratica, l’ ultimo atto di un lungo e tormentato iter burocratico -amministrativo che ha riguardato il nuovo porto turistico che ha in sé tanti risvolti positivi sotto il profilo occupazionale e dello sviluppo del turismo nauticodella città. Il progetto consiste nella creazione di una struttura con una capacità ricettiva di 1.060 posti barca per yacht fino a 75 metri e con ampi servizi a terra (quali una club -house, negozi, bar, ristoranti, market, attività commerciali, agenzie turistiche, palestra, piscine, parcheggi, distributori carburanti e tanti altri servizi). L’ area dove tutto questo è destinato a sorgere è pienamente integrata con il tessuto urbano circostante e si trova a pochi passi dal centro storico,facendo da cerniera di collegamento dei flussi turistici tra il porto e la città. Il progetto, prevede inoltre una concessione demaniale marittima per una superficie di 316.863 metri quadrati di cui 220.503 di specchi d’ acqua e 96.360 metri quadrati di aree a terra per la durata di 90 anni. (*DIBA*)

Imprenditori Maghrebini pronti a rilevare il pastificio Tomasello.

Una delegazione degli imprenditori tunisini accompagnati dall’On.le Mohsen Marzouk, Capo delegazione,già Ministro e Segretario Generale del partito Machrou Tounes è in Sicilia per verificare la possibilità di investimenti e di collaborazioni.

Tante le aree d’interesse da parte degli imprenditori Maghrebini che già operano in settori come la produzione di porcellana sanitari e piastrelle, l’agro-alimentare, la promozione immobiliare, la produzione in PVC, il trasporto marittimo, l’industria e il commercio di materiali da costruzione e imballaggio metallico, e nel campo dell’informatica.

Tahar Salah, Slim Jouini, Lotfi Abdennadher, Habib Hammlotfi-abdennadher11ami, Mehdi El Mahdi El Heuch, Mondher Ben Ayed questi i nomi dedli imprenditori e tra questi potrebbe esserci quello interessato al Pastificio Tomasello di Casteldaccia. Una delegazione di uno dei gruppi imprenditoriali ha visionato gli impianti e si è detto disponibile a poter trattare nel momento in cui si renderà disponibile sul mercato l’impianto. Attualmente la società è sottoposto a curatela fallimentare e si sta valutando la situazione patrimoniale e finanziaria.

tomaselloPiù di 100 anni da quando, nel 1910 a Casteldaccia, in provincia di Palermo, Giovanni e Francesca Tomasello decisero di mettere su quella che nasceva come una piccola attività artigianale, presto diventata un gran pastificio riuscito a posizionarsi come leader nel mercato siciliano, esportando i propri prodotti anche fuori dall’Isola. Lo stabilimento si sviluppa su un’area di 20.000 mq in prossimità del lungomare di Casteldaccia. Presente in tutte le più importanti catene distributive nel 2012 il fatturato era di circa 25 milioni di euro, venivano prodotti 2000 quintali di pasta al giorno con 6 linee di produzione ed oltre 80 formati di pasta prodotti.

Gli impianti si sono fermati nel novembre del 2014 e oggi forse si riaccende la speranza di farli ripartire. La speranza anche per le maestranze del pastificio di poter riprendere le loro attività lavorative.

A coordinare le attività Sami Ben Abdelaali consulente per l’internazionalizzazione e la crocettaimprenditoritunisini01171cooperazione internazionale del Presidente della Regione Siciliana. A suggellare l’interesse degli imprenditori verso questa ed altre operazioni le parole dell’On. Marzouk e del Governatore della Regione Siciliana Rosario Crocetta. “L’idea è nata qualche settimana fa quando sono andato in Tunisia – ha spiegato il Governatore -. Il progetto è molto avanzato e mostra il dinamismo della società tunisina. Abbiamo molte realtà siciliane che già operano in Tunisia – ha sottolineato Crocetta -. E gli imprenditori tunisini cercano imprenditori per investire in Sicilia nei settori dell’agroalimentare, del commercio e del turismo. I vantaggi per gli operatori siciliani e tunisini sarebbero pratici. Quando si collabora con la Tunisia ci si apre ad un mercato del Maghreb arabo. La Tunisia gode di un asse privilegiato con l’Unione europea”.